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La parità dei diritti e la solidarietà costituiscono una colonna portante della nostra Europa. Garantiscono la coesione sociale delle nostre società. I diritti socioeconomici sono stati ottenuti attraverso la mobilitazione sociale e sono sanciti dalla Dichiarazione delle Nazioni Unite del 1948, dai patti dell'ONU sui diritti economici e sociali del1966, dalle convenzioni dell'OIL, dalla Carta sociale europea di Torino del 1961, dalla Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori del 1989.

 


La difesa e lo sviluppo dei diritti socioeconomici costituisce uno degli obiettivi della nostra Europa. L'Europa è, a tutti i livelli, solidalmente responsabile della garanzia reale ed effettiva di tali diritti, secondo il principio di indivisibilità e di universalità. Tali diritti fanno parte integrante dei diritti fondamentali.


I diritti enunciati devono essere azionabili in via giurisdizionale, davanti ai giudici europei e nazionali. Qualunque atto delle istituzioni europee che violi il contenuto essenziale di tali diritti deve poter essere annullato da parte della Corte europea, oltre a poter essere disapplicato dai giudici nazionali. L'accesso alla giustizia, in particolare da parte delle persone economicamente più deboli, viene garantito.

Il rispetto dei diritti socioeconomici si basa sui principi seguenti:


  • Principio di non regresso sociale: nessuna decisione europea può rimettere in causa quanto già conquistato e i diritti sociali ed economici riconosciuti dalla normativa e dai contratti collettivi di lavoro nazionali.


- Principio della convergenza verso l'alto delle norme che consentono un rafforzamento delle tutele giuridiche concesse ai lavoratori, invece dell'allineamento sul minimo comune denominatore delle normative nazionali.


Il fondamento della nostra Europa è il rispetto dei diritti e della dignità dei/delle lavoratori/trici, qualunque sia la loro condizione lavorativa.


L'uguaglianza, la cooperazione, la solidarietà, la definizione democratica dei bisogni e dei diritti sociali, sono i valori superiori dell'Europa che sostituiscono la concorrenza e il libero scambio.


Ogni cittadino europeo ha il diritto di beneficiare di una buona qualità della vita, che lo protegga dalla povertà e dall'esclusione e gli consenta di partecipare a pieno titolo alla vita sociale e culturale: ciò implica sradicare la disoccupazione, la precarietà, la povertà e qualunque forma di esclusione.


Saranno stabilite norme comuni per i salari e il reddito, al di sotto delle quali non si possa scendere, per tenere conto del livello di sviluppo e di quanto conquistato da ciascun paese. In funzione di ciò, sarà definito un reddito minimo garantito a livello individuale, oltre a un salario minimo.


Il diritto a un lavoro e a un salario dignitosi devono essere integrati dal divieto di qualunque discriminazione per motivi legati alla religione, al sesso, all'orientamento sessuale, alle convinzioni politiche o al paese di origine. Il principio: «parità di retribuzione per lavoro di pari valore» deve diventare una realtà.


Tutti hanno il diritto di scegliere liberamente la propria professione.


La riduzione dell'orario di lavoro sarà un obiettivo per tutta l'Europa, partendo dalla diffusione generalizzata delle 35 ore.


L'Europa opera a tutti i livelli affinché il contratto di lavoro stabile a tempo indeterminato diventi la norma in tutta Europa.


Tutti/e i/le lavoratori/trici saranno protetti/e contro il licenziamento. È vietato qualunque licenziamento arbitrario. Il diritto degli azionisti di chiudere le imprese unicamente per il loro profitto sarà vietato. Qualunque piano di licenziamenti deve essere accompagnato da garanzie per i dipendenti in materia di formazione, di mantenimento del reddito e di reinserimento nel mondo del lavoro.


Il lavoro notturno è vietato ai minori di 18 anni.


L'Europa riconosce tra i suoi valori fondamentali il dialogo sociale, la libertà sindacale e di associazione. Tutti/e i/le lavoratori/trici hanno:

- il diritto di scegliere ed eleggere liberamente i loro rappresentanti,

- il diritto alla contrattazione collettiva a livello di impresa e di settore di attività, a livello nazionale ed europeo,

- il diritto di validare i contratti collettivi che li riguardano,

- il diritto di sciopero, anche per motivi solidaristici o politici, a livello locale, nazionale ed europeo. Le serrate sono vietate.


La giusta rappresentanza e la democrazia sul luogo di lavoro e in seno ai sindacati costituiscono diritti fondamentali a tutti i livelli. La rappresentanza dei/delle lavoratori/trici e sindacale eletta democraticamente a livello europeo è un elemento della democrazia europea.


I lavoratori di un'impresa o di un gruppo industriale con vari stabilimenti in Stati diversi hanno il diritto di creare un consiglio d'impresa europeo (CIE). Il CIE ha il diritto d'informazione, di consultazione preliminare, nonché il diritto di intervenire nelle decisioni datoriali che riguardano gli effettivi, le condizioni di lavoro e le scelte economiche dell'impresa. Per garantire a tutti gli stessi diritti, le imprese appaltanti sono rese responsabili dei lavoratori delle rispettive imprese subappaltatrici.


La sicurezza sociale, l'indennità di disoccupazione e le pensioni si baseranno, per quanto attiene al loro funzionamento e al loro finanziamento, su una logica pubblica solidale, al contrario di quanto avviene quando si fa ricorso a sistemi di individualizzazione derivati dal mercato (fondi pensione, assicurazioni, ecc.). Il sistema pubblico (la sicurezza sociale) dovrà garantire un livello di vita decoroso a tutti, indipendentemente dagli eventi aleatori che caratterizzano l'esistenza.



Per garantire il rispetto effettivo dei diritti enunciati in tale Carta, l'Europa stabilirà, a tutti i livelli, le politiche economiche e sociali più adatte. In particolare, l'armonizzazione delle politiche fiscali e una politica dei servizi pubblici, non assoggettati alla concorrenza, consentirà di porre fine al dumping fiscale e sociale.

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