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La logica del liberismo è per sua natura dissipatrice e predatrice. Al suo posto, sarebbe opportuno realizzare una concezione radicalmente diversa di sviluppo: improntato al risparmio per quanto riguarda le risorse naturali, rispettoso dell'ambiente, incentrato sullo sviluppo delle capacità umane e il rispetto della diversità culturale, la protezione dell'ambiente naturale, la sicurezza marittima.

Le risorse naturali sono soggette sempre di più agli attacchi del mercato. Oggi i danni sono notevoli e minacciano la possibilità di vita umana sul nostro pianeta. Occorre intervenire con urgenza affinché le attività economiche e sociali rispettino la riproduzione dei cicli naturali, la conservazione e la protezione dell'ambiente per le generazioni future e il risparmio delle risorse non rinnovabili, al fine di garantire il diritto di accesso a tutti.

Una prima tappa per l'Europa è il rispetto, da parte di tutti i paesi, del trattato di Kyoto.



Le risorse naturali, beni comuni dell'umanità



Queste risorse non devono essere coperte da diritti di proprietà intellettuale e da brevetti. Restando al di fuori dell'ambito privato e commerciale, devono essere gestite da politiche pubbliche e prevedere la partecipazione dei cittadini. Non devono rientrare nell'ambito di applicazione dei trattati commerciali.

L'acqua è un bene comune e l'accesso all'acqua potabile è un diritto fondamentale di cui tutti devono beneficiare. La distribuzione dell'acqua deve essere assicurata dalle istituzioni pubbliche e la sua gestione deve prevedere la partecipazione dei cittadini.

ll consumo di energia deve essere oggetto di cambiamenti radicali. Si impongono nuove scelte nell'ambito dei principi seguenti: risparmi notevoli di energia, diversificazione delle risorse e priorità alle energie rinnovabili e sostenibili. Per risparmiare energia, occorre incoraggiare i trasporti non inquinanti e sviluppare i trasporti pubblici.

Inoltre, le zone abitate devono rispettare norme ambientali severe.



I rischi ambientali devono essere tenuti in considerazione nelle politiche in materia di sanità pubblica

Occorrono regole che stabiliscano limiti severi per le industrie inquinanti, in particolare per quanto attiene alla produzione e alla commercializzazione di sostanze chimiche.



Le istituzioni pubbliche devono garantire un'alimentazione sana e sufficiente quale diritto fondamentale della persona

Di fronte a società multinazionali che sfruttano i contadini, è necessario applicare regole pubbliche per scoraggiare tali pratiche. Al contrario, si devono favorire i sistemi agricoli non inquinanti che favoriscono il lavoro rispetto al capitale, oltre ai circuiti brevi di distribuzione. Le pratiche agricole inquinanti devono essere scoraggiate. La produzione di OGM deve essere vietata (se si esclude un ambito estremamente ristretto a fini di ricerca di base).

Il principio di sovranità alimentare, vale a dire il diritto di decidere la propria politica agricola e alimentare, deve essere rispettato da tutte le regioni del mondo e da tutti i paesi. I paesi d'Europa hanno quindi la responsabilità specifica nell'applicazione delle rispettive politiche agricole e dei trattati commerciali nei confronti dei paesi del Sud del mondo. Queste politiche agricole e commerciali devono essere riorientate in maniera sostanziale, per rispettare il principio di sovranità alimentare.


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